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RaccontoFrancis Galton·1907

Il bue di Plymouth e la saggezza nascosta della folla

Uno scienziato recupera 800 biglietti usati a una fiera di bestiame. Quello che scopre metterà in discussione secoli di scetticismo verso il giudizio delle masse.

Sei penny per indovinare il peso di un bue

La fiera annuale del pollame e del bestiame del West of England, Plymouth, autunno 1906. Tra il fango calpestato da migliaia di stivali e l'odore acre di letame e lana bagnata, un grosso bue sta immobile nel suo recinto. Attorno a lui, una piccola folla si accalca davanti a un banchetto dove si vendono biglietti numerati a sei penny l'uno.

Il gioco è semplice: scrivi nome, indirizzo e la tua stima del peso dell'animale una volta macellato e 'preparato' — cioè privato di testa, zampe e interiora. Chi si avvicina di più vince un premio. Macellai con le mani callose, agricoltori che hanno pesato bestiame per tutta la vita, curiosi che tirano a indovinare. Ottocento biglietti venduti in pochi giorni.

Nessuno dei presenti sospetta che quei foglietti di carta, una volta estratti i vincitori, finiranno nelle mani di un uomo che li userà per rispondere a una delle domande più antiche della filosofia politica.

L'aristocratico che diffidava delle masse

Francis Galton aveva ottantacinque anni. Cugino di Darwin, inventore delle impronte digitali come metodo di identificazione, pioniere della statistica moderna. Un uomo che aveva passato decenni a misurare crani, classificare intelligenze, teorizzare che il genio fosse ereditario e che le decisioni importanti andassero lasciate ai migliori.

Eppure qualcosa lo rodeva. L'Inghilterra stava cambiando. Il suffragio si allargava, le masse reclamavano voce. I colleghi al club parlavano con orrore della 'tirannia della maggioranza'. Ma Galton era prima di tutto uno scienziato: le opinioni andavano verificate con i dati.

"I giudizi dei concorrenti non erano distorti dalla passione, né influenzati dalla retorica", annotò in seguito. I sei penny avevano tenuto lontani i burloni. La speranza del premio aveva spinto tutti a impegnarsi. Era, in fondo, un modello in miniatura di democrazia: cittadini comuni che esprimono un giudizio su qualcosa che non conoscono del tutto, guidati da esperienza parziale, intuito, informazioni raccolte qua e là.

787 foglietti sul tavolo da lavoro

Galton scartò tredici biglietti — illeggibili o incompleti. Ne rimasero 787. Li dispose in ordine crescente di stima, convertì le unità in libbre, costruì tabelle e diagrammi. Cercava la mediana: il valore che divide esattamente a metà le stime, quello che secondo il principio democratico 'un voto, un valore' rappresenta la voce collettiva.

Il bue, macellato e pesato, risultò di 1.198 libbre.

La stima mediana della folla: 1.207 libbre. Uno scarto di nove libbre. Lo 0,8 percento.

Meno dell'uno percento

Galton rilesse i numeri. La folla — quella massa caotica di competenti e incompetenti, di esperti e dilettanti — aveva sbagliato meno dell'uno percento. Nessun singolo individuo avrebbe potuto fare altrettanto bene con certezza. La saggezza non stava in nessun cervello particolare, ma emergeva dalla somma imperfetta di giudizi imperfetti.

"Il risultato parla a favore dell'affidabilità del giudizio democratico più di quanto avremmo potuto attenderci", scrisse su Nature nel marzo 1907. Per un uomo che aveva dedicato la vita a dimostrare la superiorità di pochi eletti, era un'ammissione notevole.

Notò anche qualcosa di strano: gli errori non erano simmetrici. Chi sbagliava per eccesso tendeva a sbagliare di più (45 libbre sopra la mediana) di chi sbagliava per difetto (29 libbre sotto). Non riuscì a spiegarselo del tutto — ipotizzò ragioni psicologiche, forse metodi di calcolo diversi tra i concorrenti. Lasciò la questione aperta, da scienziato onesto.

Un esperimento dimenticato, un'idea che ritorna

L'articolo su Nature occupò due pagine scarse. Pochi lo lessero. Galton morì quattro anni dopo, nel 1911, ricordato per l'eugenetica più che per quel curioso studio su un bue del Devon.

Ci vollero quasi cent'anni perché qualcuno riscoprisse quei dati. Nel 2004, il giornalista James Surowiecki aprì il suo libro 'The Wisdom of Crowds' proprio con la storia di Plymouth. Da allora, l'esperimento di Galton è diventato il fondamento teorico di Wikipedia, dei mercati predittivi, del crowdsourcing, degli algoritmi che aggregano recensioni e opinioni.

Tutto partì da un vecchio aristocratico con i suoi pregiudizi, 787 foglietti spiegazzati, e la volontà di lasciarsi sorprendere dai numeri.

F. Galton, 'Vox Populi', Nature vol. 75, n. 1949, pp. 450-451, 7 marzo 1907
Galton calcolò anche la media aritmetica delle stime: 1.197 libbre, ancora più vicina al peso reale. Ma preferì usare la mediana perché più 'democratica'.
Il peso 'dressed' di un bue (macellato e preparato) è circa il 55-60% del peso vivo. Un bue da 1.198 libbre dressed pesava oltre una tonnellata in vita.
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